Un rilevante caso di diritto tributario deciso inaudita altera parte
Nel contesto del diritto tributario, non sono frequenti i provvedimenti cautelari capaci di incidere in modo immediato e determinante sulla sopravvivenza di un’impresa. Ancora più raro è che tali provvedimenti vengano adottati inaudita altera parte, ossia senza la preventiva instaurazione del contraddittorio con l’ente impositore.
È quanto avvenuto in un caso seguito dal nostro studio, che ha riguardato una lavanderia industriale con sede a Giussano (Monza Brianza), operante da anni sul territorio e con oltre 30 dipendenti.
L’azione esecutiva dell’ Agenzia delle Entrate Riscossione
La società era destinataria di una pluralità di pignoramenti mobiliari, tra cui un pignoramento presso terzi c.d. “diretto”, per un importo complessivo di circa 2.000.000 di euro.
In particolare, l’Agenzia della Riscossione aveva intimato ai clienti dell’impresa di versare direttamente all’ente esattore i corrispettivi delle fatture, anziché alla società creditrice.
Tale misura, se portata a compimento, avrebbe determinato:
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l’azzeramento della liquidità aziendale;
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l’impossibilità di corrispondere gli stipendi;
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l’interruzione del ciclo produttivo;
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il fallimento dell’impresa nel giro di poche settimane.
Il ricorso tributario e le eccezioni sollevate
A fronte dell’imminente collasso dell’attività, l’imprenditore ha conferito mandato al nostro studio per un intervento urgente in sede tributaria.
È stato proposto immediato ricorso dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Milano, con impugnazione dei singoli atti di pignoramento, fondando la difesa su profili di radicale illegittimità dell’azione esecutiva, tra cui:
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prescrizione di alcune cartelle esattoriali poste a base dei pignoramenti;
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decadenza dell’Amministrazione finanziaria dal potere di riscossione per taluni tributi iscritti a ruolo;
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violazione dei principi di proporzionalità e tutela dell’attività d’impresa.
Va evidenziato che i pignoramenti, per loro natura, non sono ordinariamente considerati atti impugnabili dinanzi al giudice tributario, circostanza che rendeva l’azione difensiva particolarmente complessa sotto il profilo tecnico-giuridico.
Il provvedimento cautelare inaudita altera parte
All’esito dell’esame del ricorso, il Presidente della Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha accolto integralmente le argomentazioni difensive e ha emesso, con decreto urgente, un provvedimento di:
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sospensione immediata di tutti i pignoramenti impugnati;
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adozione del provvedimento inaudita altera parte, sulla sola base del ricorso introduttivo, senza convocare l’ente creditore.
Si tratta di un risultato di assoluto rilievo, sia per l’importo oggetto di sospensione, sia per la sede giurisdizionale in cui è stato ottenuto il provvedimento cautelare.
Le conseguenze concrete per l’impresa e i lavoratori
Grazie alla sospensione dell’azione esecutiva:
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l’azienda ha potuto continuare regolarmente l’attività produttiva;
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sono stati salvaguardati oltre 30 posti di lavoro;
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è stato evitato un fallimento che avrebbe avuto rilevanti ripercussioni economiche e sociali.
Il caso dimostra come un intervento tempestivo e tecnicamente qualificato in materia tributaria possa incidere in modo determinante sull’esito di situazioni apparentemente compromesse.
Considerazioni finali
Questo procedimento rappresenta un esempio concreto di come, anche in presenza di azioni esecutive di notevole entità, sia possibile individuare strategie difensive efficaci, fondate su un’analisi approfondita degli atti presupposti e sul corretto utilizzo degli strumenti processuali tributari.
Lo Studio Legale Ambrosino Lamanna presta assistenza in materia di diritto tributario, contenzioso con l’Amministrazione finanziaria e difesa dell’impresa, offrendo consulenza sia a livello locale sia nazionale.
Per una valutazione del proprio caso concreto, è possibile contattare lo studio e richiedere un approfondimento professionale.
